Nella Zona Fiorentina Sud Est al via il progetto sperimentale ad elevata flessibilità per persone disabili

La Società della Salute Zona Fiorentina Sud Est (SdS) ha recentemente stipulato una convenzione con la Residenza Sociale Disabili (Rsd) La Cupolina per l’attivazione di un progetto sperimentale polifunzionale ad elevata flessibilità assistenziale per persone disabili

La Società della Salute Zona Fiorentina Sud Est (SdS) ha recentemente stipulato una convenzione con la Residenza Sociale Disabili (Rsd) La Cupolina per l’attivazione di un progetto sperimentale polifunzionale ad elevata flessibilità assistenziale per persone disabili, presentato stamani presso la struttura. Alla conferenza stampa erano presenti Luciano Bartolini, Presidente SdS Sud Est, Laura Peracca, Direttore SdS Sud Est, Olivia Santavenere, Responsabile Servizio Sociale Asl della Zona Fiorentina Sud Est, Rolando Sorri DireGeneralenarale Gruppo La Cupolina, Tiziana Catinelli Responsabile Struttura.


La SdS, con questo progetto, finanziato dalla Regione Toscana, si pone l'obiettivo prioritario di rispondere alla tutela del disabile in tutte le fasi della sua vita, evitando la frammentazione del percorso assistenziale. I servizi che hanno in carico la persona disabile potranno avvalersi della collaborazione attiva della Rsd La Cupolina per realizzare piani assistenziali personalizzati, più efficaci e dunque più appropriati all’evoluzione dei bisogni, attraverso una presa in carico globale.
 

Il progetto è infatti finalizzato ad offrire programmi assistenziali che coniugano percorsi domiciliari con percorsi residenziali, siano essi a carattere stabile o temporaneo. Si tratta dunque di un modello innovativo, che amplia l’offerta dei servizi per la tutela della persona disabile e soprattutto rende tali servizi estremamente flessibili. In particolare si prevede:
- ospitalità residenziale per persone disabili anche oltre i 65 anni di età
- ospitalità temporanea nell’arco dell’intera giornata
- ospitalità semiresidenziale, collegata a servizi di supporto
- interventi a domicilio dell’ospite, effettuati da figure professionali quali infermieri, addetto all’assistenza e terapista della riabilitazione
- permanenza all’interno della struttura in un alloggio assistito fino a tre persone
 

I vari percorsi possono interscambiarsi ed intersecarsi nel corso del tempo: la novità del progetto consiste nella possibilità di modulare i servizi secondo le esigenze della persona.
 

“Questo progetto - dichiara il Presidente della SdS Sud Est Luciano Bartolini - rappresenta una novità assoluta nel panorama sociosanitario, un modello innovativo e concreto per dare risposte adeguate. Da sempre come SdS abbiamo rivolto la massima attenzione e il nostro interesse verso le persone con maggiore difficoltà. E questo è il risultato del nostro lavoro e del nostro impegno, che insieme a quello dei responsabili della Rsd La Cupolina si sta concretizzando, a testimonianza che un rapporto intelligente tra pubblico e privato può essere davvero utile e positivo. Infine – conclude Bartolini – voglio sottolineare che questo piccolo, ma importante progetto, si è potuto attivare grazie al contributo della Regione Toscana, che continua ad investire in favore delle fasce più deboli della popolazione, in un momento in cui le risorse a disposizione degli Enti Locali sono sempre minori”.
 

La sperimentazione del progetto, che ha la durata di due anni, conta su un contributo regionale di 100mila euro, da destinarsi in parte a prestazioni di carattere residenziale, in parte ad interventi domiciliari.
 

“Siamo soddisfatti di poterci impegnare in un progetto così innovativo – afferma il Direttore generale del gruppo La Cupolina, Rolando Sorri - perché ci consente di offrire un’assistenza specifica, adeguata ai bisogni effettivi delle persone. Per una struttura come la nostra, che è in grado di offrire servizi professionali, specializzati e diversificati, in base a una selezione dei bisogni e dei tempi dei bisogni stessi, è un modo per lavorare al meglio e con maggior economicità”.
Il progetto è già attivo dal mese di agosto e sarà monitorato attentamente in sede regionale al fine di valutare se questo modello organizzativo potrà essere replicabile”.