Natura e paesaggio

Il territorio di Bagno a Ripoli sorprende i suoi visitatori con un susseguirsi di colline, valli, boschi e strade che si alternano a campi di olivi, filari ed orti, dando vita a un paesaggio unico, frutto del sapiente rapporto   tra l'uomo e la natura.

Tutta la zona che dal Poggio al Mandorlo, passa per la Costa al Sole e si estende fino al Poggio di Firenze, è un'alternarsi di montuosità, poggi, colline e pianure; l'aria che vi si respira è salubre e balsamica ed il clima è talmente dolce e temperato da renderla attraente in ogni epoca dell'anno.

 

Parco di Fontesanta

Il Parco di Fonte Santa si trova su Poggio Firenze e costituisce una "nicchia ecologica" di straordinaria importanza nel contesto geografico e ambientale della zona.

 Infatti il Poggio Firenze pur trovandosi a una novantina di km dal Mar Tirreno e ad un'altitudine di circa 690 m, presenta una flora tipica delle zone litoranee.

Questo fenomeno particolare può essere spiegato seguendo il corso delle correnti d'aria provenienti dal  golfo del Leone e quello di Guascogna, che dopo aver percorso la valle dell'Arno dalla costa della Versilia  in poi, vanno ad impattare proprio su questi colli. Le correnti di origine atlantica sono da considerarsi la  causa principale della creazione di microclimi particolari in queste zone e del conseguente sviluppo di  specie floreali che crescono unicamente lungo i litorali. Alcuni esempi di questo fenomeno è la grande  abbondanza di Ulex europeus (volgarmente lo "scardiccio"), il Citus scoparius, la Rosa Canina, il corbezzolo  e molti altri esemplari.

Il parco di Fonte Santa fu realizzato negli anni '60 con lo scopo di favorire la salvaguardia e la conservazione  di un territorio con caratteristiche botaniche e storiche di grande pregio.

Come si evince dal, nome il parco racchiude al suo interno una fonte di acqua fresca e limpida. Non è noto  quando e perché le sia stato attribuito l'aggettivo Santa, ma fin da epoche antiche l'acqua che sgorgava  dal sottosuolo era percepita come qualcosa di magico e soprannaturale, tanto da attribuirgli una qualchesacralità. Sicuramente la fonte e il tabernacolo che la racchiude hanno origini antichissime in quanto sorgono lungo la via Maremmana, un tracciato di origine romana, percorso da pastori, viaggiatori e viandanti che trovavano refrigerio in queste zone. Delle caratteristiche amene di questo luogo si hanno varie testimonianze, tra cui le memorie di un gruppo di nobili fiorentini residenti nelle ville intorno all'Antella verso la metà del '500, chiamato Arcadia dei Pastori Antellesi, che riuniva poeti, letterati e scienziati (tra cui anche il giovane Michelangelo Buonarroti) e che avevano prescelto la località di Fonte Santa come luogo di ritrovo per incontrarsi e declamare poesie.

In epoche successive la Fonte è stata al centro di lavori per la creazione di un acquedotto per la distribuzione d'acqua. Primo esempio fu la costruzione nel 1698 dell'acquedotto mediceo che dalla fonte di Fonte Santa arrivava fino alla villa di Lappeggi, facendo confluire le acque di altre dieci fonti, e approvvigionando anche le zone circostanti.

Verso la metà degli anni Trenta del '900 vennero avviati i lavori per la costruzione del Rifugio di Fonte Santa per accogliere escursionisti e viaggiatori; la struttura chiamata affettuosamente la "casina" venne costruita grazie allo sforzo e alla partecipazione degli Antellesi che lavoravano gratuitamente ogni domenica. Oggi il rifugio è meta e punto d'incontro e ritrovo di numerosi escursionisti e amanti del trekking, nonché scenario della commemorazione antifascista che si tiene ogni anno.

  

La via Maremmana

 Con Via Maremmana si intende un percorso di transumanza tracciato in epoche passate dai pastori (si hanno documentazioni già dall'epoca neolitica) per condurre i greggi a svernare in luoghi dove non 20 mancassero pascoli.

I pastori si spostavano seguendo le creste dei monti e delle colline, evitando le zone di pianura spesso pericolose e paludose.

Il continuo passaggio degli animali lungo questi cammini permise la formazione naturale di "tratturi", vie erbose naturali percorse due volte l'anno da pastori e animali.

Lungo il cammino erano dislocati luoghi di sosta edificati in prossimità delle fonti d'acqua, dove potersi abbeverare e sostare (sono stati ritrovati alcuni resti presso il Pian alle Travi, Fonte Santa). Il cammino del pastore per arrivare al mare durava circa 8 giorni ed era scandito da regole ferree: non ci si poteva fermare piú di due notti in una stessa area, non era permesso l'attraversamento di città o luoghi abitati, dovevano pagare una "gabella" (tassa per l'attraversamento dei territori) che consentiva di mantenere puliti e in ordine i percorsi attraversati, convogliare le acque in abbeveratoi (le cosiddette "pigli" del Poggio alle Piglie).

Durante il viaggio il pastore si fermava anche nelle osterie e botteghe dove veniva scambiato il latte o il formaggio di pecora con un pasto caldo. Lungo la via sono rimasti numerosi luoghi che fanno riferimento a questo costume: ne sono un esempio Osteria Nuova o Tavarnelle.

Nel territorio di Bagno a Ripoli è presente un tratto della cosiddetta Via Maremmana. Da San Donato in Collina, scorre sotto Gamberaia e passa da Fonte Santa e Sasso Scritto, tracciando poi il confine tra le amministrazioni di Bagno a Ripoli e Rignano sull' Rignano sull'Arno per un tratto e poi quello di divisione con il comune di Greve in Chianti per un altro.

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