Folklore e tradizioni

La ricchezza storica, culturale e sociale di Bagno a Ripoli trova la sua migliore espressione in tre eventi folkloristici che ben rappresentano l'identità e le tradizioni del territorio: la Rievocazione storica del Venerdì Santo a Grassina, La Giostra della Stella - Palio delle Contrade a Bagno a Ripoli e l'Antica Fiera dell'Antella.

Ognuna di queste feste ha un significato profondo e affonda le proprie radici nelle tradizioni storiche, economiche, culturali e religiose del territorio; inoltre, la partecipazione attiva degli abitanti nell'organizzazione degli eventi folklorici, riafferma i valori di identitá e conoscenza del territorio da parte di chi lo abita, nonchè la necessitá di ritrovare momenti di unione, di partecipazione e di festa collettiva.

Antica Fiera dell'Antella

Primo lunedí di Ottobre e sabato e domenica antecedenti

Istituita per la prima volta nel lontano 1851, questa antica manifestazione divenne tradizione stabile a partire dal 1872, allorché accanto a un mercato bisettimanale del bestiame, il Comune istituì una fiera annuale di animali e merci nei giorni di mercoledì e giovedì antecedenti la più blasonata Fiera di San Luca ad Impruneta.

Con il passare del tempo la fiera crebbe di importanza e durante la sua apertura, spostata a quella attuale, si potevano trovare mostre di semi selezionati di cereali e piante da orto. La fiera vantava inoltre anche un concorso in cui venivano premiati i migliori bovini. Nel 1921 si arrivò a ben oltre 450 capi di bestiame esposti durante il mercato. Con il passaggio della guerra e l'inesorabile trasformazione della società italiana che da fortemente rurale e legata all'agricoltura divenne oggetto di un velocissimo fenomeno di industrializzazione, la Fiera di Antella si trasformò sempre più in mercato di merci.

In questi ultimi anni però, grazie all'impegno dell'Amministrazione Comunale e del comitato "Vivere all'Antella", questa tradizione ha ricevuto nuova linfa, con il ritorno degli animali nel centro del paese, attività didattiche rivolte ai più piccoli sulla vita agreste e sulle tecniche agricole, e un'interessantissima mostra di ricamo, arte antica e preziosa tipica di Antella, con lavori realizzati nel "Laboratorio di ricamo tradizionale a telaio".

 

Giostra della Stella - Palio delle Contrade

Seconda domenica di settembre

Nato nel 1980 come iniziativa per stimolare la partecipazione degli abitanti alla vita del paese e per rievocare l'impegno dei ripolesi a sostegno della libertà comunale di Firenze, il Palio delle Contrade di Bagno a Ripoli ha acquisito sempre più importanza nel corso degli anni successivi.

Con la festa del Palio, si rievoca l'antica "cavalcata", in realtá piuttosto un'adunanza, dei coscritti della lega di Ripoli, che per la festa della Pentecoste ricevevano dalle autorità cittadine di Firenze la bandiera della lega, a cui dovevano obbedienza e fedeltà.

Tra i giovani delle quattro contrade in cui è diviso il paese vengono disputate in campo una serie di gare sportive che determinano il punteggio per la vittoria finale. Le quattro contrade sono: La Contrada Alfiere (bianca, rossa e blu) la Contrada Cavallo (gialla, rossa e bianca), la Contrada Il Mulino (verde e blu) e La contrada La Torre (rossa, blu e gialla).

Le gare tradizionali della contesa sono: la gara con l'uovo, il tiro alla fune, la corsa con i sacchi, la corsa con i cerchi, la corsa con i barrocci e la Giostra della Stella. Questo torneo viene disputato da quattro cavalieri, uno per contrada, nell'anfiteatro naturale del giardino I Ponti. La sfida consiste nel centrare con una spada un foro situato al centro di una stella, sorretta da un leone rampante.

I cavalieri durante la giostra devono centrare numerose stelle, il cui foro, con l'andare della disputa, diventa sempre più piccolo. Sarà il numero di stelle infilzate a determinare il punteggio finale.

La Giostra della Stella è preceduta dal Corteo Storico, momento di grande partecipazione dei Ripolesi come figuranti (il corteo si compone di circa 200 persone), come sbandieratori e musici, ballerini (la contrada dell'Alfiere ha organizzato un corpo di ballo rinascimentale che si esibisce durante il corteo). Le sarte di contrada si occupano della realizzazione dei costumi storici, fedelmente riprodotti su modelli tipicamente rinascimentali arricchendo ogni anno il guardaroba delle contrade, e impreziosendo la scenografia. Il Palio è quindi l'occasione per un variopinto ed unico tuffo nel glorioso passato del Comune di Bagno a Ripoli, durante il quale l'elegante incedere dei figuranti e l'emozionante agone a cavallo permette di vivere suggestioni di altri tempi.

 

La rievocazione storica della Passione di Cristo di Grassina

Venerdì Santo

La Rievocazione Storica della Passione di Cristo è uno degli appuntamenti più significativi del territorio di Bagno a Ripoli, una delle più belle ed affascinanti rappresentazioni che in tutt'Italia affollano strade e piazze dei paesi per celebrare il dramma sacro della Passione di Cristo.

La Rievocazione Storica di Grassina nasce nel XVII secolo e si sviluppa con l'opera di Leonardo da Porto Maurizio, fondatore del convento dell'Incontro, promotore in tutta la Toscana processioni di penitenza, e ideatore della "Via Crucis". Successivamente con il trascorrere degli anni e con l'evoluzione del sentimento religioso popolare, da semplice atto di fede commisto a una forte dose di superstizione, la Rievocazione di Grassina si è tramutata in uno spettacolare esempio di teatro religioso en plein air (nel 1933, infatti, alla tradizionale processione fu affiancata la rappresentazione scenica della Passione di Cristo) nel quale forti suggestioni e partecipazione popolare si fondono con il fascino selvaggio ed aspro degli scenari naturali.

Ogni Venerdì Santo, questo momento religioso collettivo che appassiona e coinvolge tutto il paese, si ripete, iniziando con un lunghissimo corteo di quasi cinquecento persone che rappresentano tutti i personaggi della tradizione della Settimana Santa: figure esili, possenti soldati e centurioni, maestosi cavalli, ricche matrone romane accompagnano il Cristo nel suo incedere verso il Monte Calvario, attraversando tutto il paese per poi inerpicarsi sulla collina vicina. Arrivato proprio alle pendici del Golgota, l'abile regia della Rievocazione si sposta a raccontare "scene" esemplari della vita e della passione di Gesú. Ed è forse questo il momento saliente di tutto l'evento, durante il quale uno spettacolo di luci e musiche si unisce alla drammatizzazione, creando un'atmosfera magica e sospesa nella quale attori e natura si fondono, tramutando una bella collina tipicamente toscana, costellata di olivi e vecchi muretti a secco, nell'aspro palcoscenico naturale che assistette alla morte del Cristo.

 

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