Il vino

 

Le colline intorno a Firenze sono un luogo favorevole per la produzione di vini di altissima qualità grazie alla presenza di alcuni elementi favorevoli quali il terreno prevalentemente calcareo, una certa piovosità estiva, un'esposizione favorevole per quanto riguarda il sole, la ventilazione e l'isolazione.

Fin dall'epoca romana le colline del ripolese hanno ospitato vigneti e una delle principali attività agricole era la produzione di vino. A partire dal Il secolo a. C., la viticoltura iniziò ad assumere una certa importanza nell'economia agricola romana; il vino diviene in quel periodo un prodotto di eccellenza, e suddiviso in tre categorie a seconda della sua qualità: alla prima appartenevano i prodotti di alta qualità, rari, destinati ad una élite e molto costosi; alla seconda quelli di largo consumo, di prezzi modici e che potevano essere consumati abbastanza frequentemente e infine, alla terza appartenevano i vini destinati al popolo, la cui qualità era scadente.

Durante l'epoca del Medioevo la produzione del vino nelle colline ripolesi continua ad essere una delle attività agricole di punta; i vigneti si trovavano all'interno delle grandi proprietà dei signori feudali e veniva prodotto sia per il consumo interno dei nobili e dei loro ospiti (quello di maggior qualità) sia per essere commercializzato e distribuito nelle varie osterie, locande, e punti di ristoro di viandanti, così diffuse in un territorio di passaggio come quello del ripolese.

Il Rinascimento con la sua riscoperta del bello, nobile e prezioso eleva il vino a prodotto d'eccellenza, immancabile sulle tavole dei nobili fiorentini dell'epoca. In quest'epoca nacquero nuove figure professionali che si dedicano all'acquisto, alla conservazione e al servizio dei vini.

I vigneti delle ville dei signori fiorentini, che avevano i loro possedimenti proprio nel territorio di Bagno a Ripoli, vengono ampliati, curati e selezionati; il vino prodotto, a seconda della sua qualità, rifornisce le case dei signori della città di Firenze, allietando banchetti e salotti, ma anche le osterie del popolo. Lorenzo de' Medici sarà grande amante e conoscitore di vino definendolo "una bevanda indicata per il palato di un uomo raffinato", in grado di contribuire alla pienezza festosa di un momento, infondere giovialità e spensieratezza. Non a caso uno dei principali componimenti poetici di Lorenzo dei Medici è dedicato a Bacco, dio del vino e della vendemmia:

Quant'è bella giovinezza che si fugge tuttavia. Chi vuol esser lieto, sia: / del doman non v'è certezza.

(Il trionfo di Bacco e Arianna o Canzone di Bacco - 1490)

O ancora il poeta popolare Giovan Battista Fagiuoli nelle sue Rime Piacevoli, riferendosi a Francesco Maria de' Medici: Ma se chieggio/Di Lappeggio/La bevanda porporina/Si dia fondo alla cantina

Attualmente nel territorio ripolese si registra una buona produzione di vino, certificato con indicazioni IGT (indicazione Geografica Tipica), DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita), nonché Consorzio Chianti Fiorentini.

La produzione vitivinicola del territorio presenta peculiarità e caratteristiche distinte, dovute in particolar modo ad una sostanziale eterogeneità dei vitigni delle varie aziende produttrici. Se a dominare è pur sempre il Sangiovese, si sottolineano esperienze nuove ed innovative, produzioni non propriamente tipiche del territorio che però, per caratteristiche del terroire e dell'esposizione, ben si integrano con quest'ultimo.

 

CONSORZIO CHIANTI COLLI FIORENTINI CONSORZIO CHIANTI COLLI FIORENTINIIl Consorzio Chianti Colli Fiorentini

Erede dell'antica tradizione della produzione vitivinicola sulle colline alle porte di Firenze, è la denominazione di origine controllata e garantita Chianti Colli Fiorentini, che già nel nome esprime il suo indissolubile legame con Firenze e con i suoi abitanti.

Riconosciuta e delimitata nel 1932, la Docg Chianti Colli Fiorentini comprende 18 Comuni, tra i quali quello di Bagno a Ripoli. Un vino che al Sangiovese, vitigno principe della denominazione, sposa altri vitigni autoctoni toscani, a partire dal Canaiolo e dal Colorino, proprio a dimostrazione di una coerenza che accomuna tutti i produttori.

Per quanto si possa riconoscere all´interno del panorama produttivo dei Colli Fiorentini un´anima più classica e una più moderna, questo vino parla una lingua assolutamente toscana, che si declina in diverse sfumature e interpretazioni, ma che non perde mai di vista la propria origine e la personalità del Sangiovese.

A tutela e valorizzazione della denominazione di origine, nel 1994 è nato il Consorzio Chianti Colli Fiorentini, che riunisce 33 cantine che rappresentano la quasi totalità della produzione. Il marchio del Consorzio è il leone che si trova sulla torre di Palazzo della Signoria, a sottolineare l´antico e profondo legame tra il vino e Firenze, tra una città unica e un vino inimitabile.

(Fonte Consorzio Chianti Colli Fiorentini)

 

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