I frutti antichi

 

 

LA MELA COTOGNA

La mela cotogna è un frutto di origini antichissime: era già conosciuta circa 4000 anni fa dai Babilonesi, nonché dai Greci e dai Romani che la consumavano fresca accompagnata dal miele, oppure producevano una specie di sidro, che simboleggiava l'amore e la fecondità. La sua presenza all'epoca è estimoniata da alcuni affreschi ritrovati a Pompei che la raffigurano. Rappresentò l'emblema di Venere, simbolo di buon auspicio e fecondità nei banchetti matrimoniali al tempo degli Dei.

Il gusto acidulo non favorisce il suo consumo fresco, ma viene molto utilizzata in cucina per la preparazione di mostarde, liquori, distillati in genere e gelatine, oltre che per la famosa marmellata di mele cotogne. Il frutto ha un profumo fragrante e persistente, usato tradizionalmente per profumare gli armadi e la biancheria.

Questa particolare e antichissima varietà di mela ha svariate proprietà benefiche. È un prodotto a basso contenuto calorico, è dunque adatto anche a chi soffre di diabete o chi ha necessità di seguire un'alimentazione a regime dietetico. Vanta proprietà emollienti, sedative, antibatteriche, antinfiammatorie dell'apparato digerente, toniche ed astringenti. Riesce inoltre ad idratare a fondo la pelle e a ritardare l'insorgere delle rughe grazie alle mucillaggini contenute nei suoi semi.

I semi della mela cotogna infatti trovano un uso molto rilevante in svariati settori, da essi infatti viene estratta la pectina, importantissimo addensante, utilizzato sia nell'industria cosmetica e farmaceutica per le loro proprietà emollienti, sia in quella culinaria, nonché nell'industria tessile per la produzione dell'appretto per le stoffe.

FICO BROGIOTTO E DOTTATO

Queste due varietà di fichi, assai diffuse nei nostri orti, sono tra le più antiche presenti in Italia. Il Brogiotto Nero, altresì detto Africano, fu importato dall'Africa, come ci racconta Plinio il Vecchio nella sua Historia naturalis, e la leggenda lo vuole causa della guerra di Cartagine. Oltre che alla storia romana appartiene anche a quella dell'arte, essendo il più ritratto nelle nature morte rinascimentali. Il Brogiotto nero è un fico tardivo, dal colore viola e dalla polpa rosso-vivo, dolce, mielosa, gustosissima, eccellente. Anche il dottato ha una lunga storia. Giorgio Gallesio nella sua opera Pomona Italiana ci dice: I Latini lo conoscevano sotto il nome di Ficus Carica, e Plinio il Vecchio lo vanta come uno dei più proprj a seccare: egli dice che è stato portato da Sorìa da Lucio Vitellio nella sua Villa di Alba, quando era Legato in quella provincia, negli ultimi anni dell'Imperatore Tiberio. Anch'esso fu amato dai pittori, in particolare da Bartolomeo Bimbi che lo ha sovente ritratto nelle sue famose nature morte, nonché nei cataloghi iconografici fortemente voluti dal Granduca Cosimo III de' Medici, in cui il pittore si trovò a collaborare col botanico di corte Pier Antonio Micheli. Di colore verde-giallognolo, ci addolcisce il palato con la sua polpa carnosa, delicata, mielosa, gustosa.

pera

PERA COSCIA

LaCoscia è una piccola varietà di pera, caratterizzata da una buccia di colore verde chiaro uniforme che, a maturazione completa, diventa poi giallo pallido. Presente in questo territorio da oltre 100 anni, ha una polpa leggermente granulosa, dal sapore delicato, aromatico e assai caramelloso. Viene raccolta a partire dal mese di luglio, e la sua produzione, ristrettissima al territorio dei colli fiorentini, non supera i due quintali. Ottima consumata fresca, la pera Coscia viene utilizzata anche per la preparazione di succhi, confetture, dolci e macedonia. Assolutamente tipico e delizioso è l'accostamento con formaggi semistagionati e piccanti. Ricordate che da queste parti al famoso detto al contadin non far sapere come è buono il cacio con le pere, si risponde ma il contadino che non è un coglione lo sapeva prima del padrone.

PESCA COTOGNA DI ROSANO

LaPesca cotogna di Rosano è una specie tardiva che raggiunge la maturazione nel mese di settembre. La sua forma è tondeggiante, la consistente e compatta polpa e la buccia hanno un colore giallo intenso tendente all'arancio e al rosso. È molto dolce, ha consistenza dura e un profumo assai intenso e inebriante.

Rosano è un piccolo paese al confine tra il comune di Bagno a Ripoli e quello di Rignano dove da almeno 120 anni si produce questa particolare e gustosissima varietà di pesca. Il ripolese infatti è un territorio particolarmente adatto a questa coltura per le sue caratteristiche pedoclimatiche, grazie alla presenza di terreni molto fertili, sciolti, mediamente sabbiosi e ricchi di limo. Una zona che da sempre è stata adibita ad orto.Per la sua profumazione intensa e per la sua incredibile dolcezza, questo tipo di pesca è adattissima per essere consumata fresca e per confezionare marmellate. Una sfiziosa tradizione è quella di gustarla a pezzi in un bicchiere, innaffiata di vino rosso e zuccherata.

ZAFFERANO

Sebbene in pochi ne siano a conoscenza, lozafferano è stato per lungo tempo uno dei prodotti di punta dei colli che affacciano su Firenze. Non solo, ma da alcuni brani di Baumgartner sembra che la qualità dello zafferano locale fosse assai pregiata: E si trage (zafferano)… dil contado di Firenze: e questo è quasi il miglior di tutto l'altro zafferano. Conosciuto col nome di Zima di Firenze, pare che nel Medioevo per acquistarlo affluissero in queste contrade commercianti da tutta Europa. Finalmente dopo decenni di oblio, sono tanti gli agricoltori locali che si stanno cimentando nella complicata coltura di questo delicatissimo fiore, nel tentativo di far rinascere questa tradizione, giungendo in breve tempo al riconoscimento comunitario della Denominazione di Origine Protetta. Lo Zafferano delle Colline Fiorentine si distingue da tutti gli altri zafferani prodotti in Italia per la sua forma di commercializzazione: solo in stimmi integri tostati anziché in polvere. Ed ancorpiù si distingue da quello d'importazione, a cui è assolutamente incomparabile in termini di aroma e sapore.

 

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